lunedì, 25 giugno 2007
Ed all’improvviso mi voltai
E mi accorsi che ciò che avevo costruito
con tanta pazienza e tanto amore
stava crollando…
Stava crollando il mondo perfetto che mi ero creata.
Quell’equilibrio che faticosamente avevo cercato ed infine avevo trovato
Le persone che un tempo pensavo fossero, in un certo qual modo, una parte indispensabile di me, si stavano allontanando…
Ed infine in prima fila vidi la delusione più grande mai avuto in tutta la mia vita.
     …ed ho capito che basta un nulla per rovinare tutto….
Postato da Prissa alle 22:42
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lunedì, 11 giugno 2007
Un giorno mi hanno chiesto perché e per quale fine esistiamo??
Fin da piccola sono cresciuta con la consapevolezza dell’esistenza di un qualche dio onnipotente, che avesse dato vita ad ognuno di noi, ma crescendo, sono sorti dubbi, domande il cui vuoto è rimasto tale, la cui assenza di riscontro mi ha portato a non crederci più, è per questo che mi sono posta delle domande, istanze che un po’ tutti prima o poi nel corso della loro vita si pongono, ed ognuno guardando dentro di sé riesce ad afferrare non il senso della vita, ma riesce a capire le sensazioni che ti dà , e per far sì che ciò si capisca, bisognerebbe apprezzare di più i piccoli brividi che proviamo nel sentire ciò che si vuole ascoltare, e ai molti che talvolta troviamo insipidi ma che alla fine si rivelano persone eccezionali e agli enormi ostacoli che alle volte lì consideriamo brutali,che si trovano nel corso di questa grande gara che è la vita ed imprigionare nella memoria ciò che ci lasciano  dentro di noi.
È difficile capire il fine della propria esistenza, ma sicuramente qualcuno avrà gloria eterna, altri invece non faranno niente di eclatante ma compiranno semplicemente la loro vita.
Non so assolutamente quale sia il fine e il senso della vita e mi sa che l’unico modo per scoprirlo, è non pensarci e semplicemente viverla….
 
Clarissa
Postato da Prissa alle 20:16
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domenica, 10 giugno 2007
Vecchia signora vestita di gelo rovente,
quello che incontri devasti,
innalzandoti lenta porti con te l’orizzonte,
rubandolo ai molti che per tua colpa
quel giorno non lo vedranno.
Il cielo intorpidito ed opacizzato,
aspetta le preghiere di chi si è salvato.
La tua vicinanza si annuncia,
con tremiti e segnali,
dilaniando castelli
eretti con mattoni di sogno e desiderio,
distruggi, perversa la mente
riportando all’oggi i ricordi più nascosti
e ci raggiungi cadendo dagli occhi,
attraversando fulminea il cuore.
Clarissa
Postato da Prissa alle 20:50
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